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La statua di Ferrante Gonzaga
a Guastalla

Santa Maria della Vittoria (facciata)

Santa Maria della Vittoria
(la volta )
Luogo:
ex chiesa Madonna della Vittoria,
via Monteverdi 1, Mantova
Giorno di chiusura: lunedì
Costo del biglietto:
intero euro 2,00 – ridotto euro 1,00
Curatore della mostra:
Gianfranco Ferlisi
Telefono: 3402216417
mail: g.ferlisi@tele2.it
Recapito:
Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani
viale Te n.13, 46100 Mantova
tel.: 338 – 8284909;
e-mail:
amicideimuseimantovani@yahoo.it |
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L’anno
2007, nei territori gonzagheschi, sta proponendo un appuntamento di grande
spessore sotto il profilo storico e culturale, le celebrazioni in occasione
del V centenario della nascita di Ferrante Gonzaga (1507-2007), che sono
state avviate a Mantova, Guastalla e Palermo, in accordo con le
Amministrazioni locali e nazionali, con le Istituzioni culturali pubbliche e
private e con soggetti interessati a cogliere questa ricorrenza quale
opportunità di valorizzazione culturale di un personaggio, della sua
famiglia e dei suoi ambiti di appartenenza e di governo. L’obiettivo comune
è quello di stimolare una serie di studi e di approfondimenti storici –
artistici - documentari della figura di Ferrante Gonzaga e dell’età del
primo Cinquecento, e, al tempo stesso, di promuovere la conoscenza dei
luoghi, delle terre, delle città e dei monumenti attraverso i quali si è
snodata la vicenda umana, politica e culturale di una delle figure più
complesse e significative di quel secolo.
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La mostra di Mantova “I
Gonzaga al tempo di Ferrante”, che sarà inaugurata dal Sindaco, Fiorenza
Brioni, si propone di ricostruire il contesto familiare storico e culturale
in cui nacque e si formò Ferrante Gonzaga: la famiglia, la corte, la città e
il territorio.
L’intento è dunque quello di legare esplicitamente e concretamente la figura
di Ferrante alla città e alla dinastia da cui questo principe condottiero
proviene e con cui costantemente si confrontò in un rapporto sia di
formazione che di emulazione. Ritratti, stampe, medaglie, monete,
cinquecentine, documenti e mappe permetteranno di comprendere, anche
visivamente, lo sfondo su cui trovarono naturale espressione il percorso e
la personalità di questo straordinario, e non adeguatamente valorizzato,
principe del ‘500, la cui vicenda politica e militare fu tale da assumere
una portata italiana ed europea.
La mostra intende perseguire tale obiettivo attraverso opere provenienti dal
collezionismo privato locale, una scelta che dia il quadro di una comunità
che ancora oggi condivide la grande fioritura delle arti del Cinquecento e
che, nel collezionismo privato, esprime un principio di identità civica, un
concetto alto e forte di appartenenza a radici antiche: è una comunità viva
e presente sul territorio, per la quale le opere e le testimonianze del
passato sono elemento di orgoglio, espressione di valori collettivi, di
legami di responsabilità. Parallelamente sembra altrettanto interessante il
sottrarre alla polvere degli archivi o delle biblioteche una produzione
(documenti, cinquecentine, stampe, mappe) che non nasce come specifica
testimonianza d’arte ma che, ciononostante, è precisa espressione dei valori
letterari ed estetici diffusi in una delle stagioni più affascinanti della
signoria gonzaghesca: l’età che da Isabella d’Este porta a Guglielmo
Gonzaga. In tal senso, con una selezione di opere necessariamente ridotta
(in considerazione anche delle dimensioni dello spazio espositivo,
affascinante e suggestivo ma limitato), la mostra I Gonzaga al tempo di
Ferrante, potrà gettare luce su quel patronage dei Gonzaga che si esprimeva
nella cultura anche materiale, dai pezzi antiquari all’arte della stampa,
dai vestiti agli oggetti di uso comune, dagli artisti minori alle dediche
sui poemi scritti, dalle monete alle medaglie. Tutto ciò per sottolineare
anche come il fenomeno delle molteplici manifestazioni delle arti e la loro
incidenza in ogni settore della vita, pubblica e privata, al servizio
dell’immagine del principe, si traduca opere e manufatti spesso più corsivi
ma sempre degni di attenzione.
La scelta del percorso si segnala perciò orientata ad un’operazione
culturale di dialogo con la comunità mantovana, con gli studiosi, gli amanti
della storia e dell’arte, il mondo della scuola, e ci pare rappresenti una
novità significativa, certo coerente con la politica di promozione culturale
svolta dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani. |